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E' veramente un piacere poter raccontare di essere stato anche semplice spettatore della vita e della crescita umana ed artistica di Nicoletta Braccioni dalla sua nascita nel dicembre 1968 a Fano (PU) al rientro da Chicago (USA) nel 2008 dopo il suo entusiasmante incontro con la cultura d’oltreoceano.

Solo chi conosce gli anni di studio all’Accademia di Belle Arti di Urbino può raccontarvi cosa pensava in quel momento Nicoletta. Solo passando per i suoi viaggi di studio in diverse capitali europee che danno l´impronta elegante e raffinata alla sua mano si può capire come si creano Sintesi o Melodia da un materiale che al profano o anche al maestro può sembrare pietra ma che in realtà è argilla modellata e cotta con antiche tecniche orientali.

La poliedrica artista durantina matura e sviluppa le sue qualità professionali frequentando corsi di ceramica, incisione e scultura del marmo, ma sono i viaggi nell’India dei poveri, i trasferimenti europei su flemmatici TIR che illustrano e confrontano il mondo degli altri con il nostro. Da qui nascono pitture ad olio trattate come acquarelli realizzate con le mani che non lasciano più impronte tanto sono consunti i polpastrelli, lasciando quasi nuovi i pennelli dei pittori classici.

Le opere di Nicoletta le paragono ad un buon vino. Ci vuole lo stesso tempo e la stessa pazienza con cui il nettare di Bacco si apre e libera tutti i suoi aromi per trovare quello che l’artista ci mostra nella sua opera che c’è, è lì, basta cercare ed immedesimarsi nel suo stato d’animo per entrare a farne parte e vedere tutto chiaramente.
Le sue creazioni sintetizzano la magia di chi può creare il trapasso dall’ovvio innalzando l’incantesimo di una nuova dimensione che solletica e stimola la fragilità terrena e ci accompagna in una favola in continua e plastica evoluzione

Ora capisco cosa e come possa ispirare esseri primordiali inghiottiti dalla natura poi misteriosamente riemersi, eterni testimoni del passato che la “pietra arenaria“ erosa e modellata dal tempo e dalle acque, rende ancora vivi.
Ora è tutto chiaro: solo chi accarezza la balena al largo della Terra del Fuoco e vede nevicare sulle aride pianure messicane, può capire che viviamo una continua metamorfosi che il Divino provoca anche per chi non ne è convinto e dalla nuda terra plasmare figure di miti che ci raccontano dell’uomo e della sua eterna ricerca.

Quindi ecco cosa dimostra il fascino che Nicoletta subisce da ogni disciplina artistica e l’interesse alle antiche tecniche pittoriche e ad ogni materiale scultoreo; cosa la porta ad immergersi nel misterioso mondo di simboli ed alchimie "merliniane". Ora sappiamo come le notti trascorse all’addiaccio sulle alture dei Pirenei ti fanno contemplare le proposte Celesti, abbandonare la consueta temporalità, e come possano accompagnarti sulla rotta di chi ancora non sa di creare opere che lasceranno un’impronta decisa nell’animo dei fortunati che negli anni le potranno ammirare.

- Filippo Braccioni


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