Nicoletta Braccioni • IT
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Ho sempre pensato che l’occhio del profano fosse ingenuamente in grado di cogliere quell’essenza in più che l’artista pone “tra le righe” della propria opera. Ed è così, che ponendomi di fronte ad un quadro di Nicoletta Braccioni, mi sembra di veder emergere dalle pennellate decise dei suoi polpastrelli, il classico corpo di una donna avvolta nelle “nebbie” dello sfumato colore, che dona a quel magnifico essere di carta o tela note di una dolcezza perduta secoli fa.

Che dire poi del ciclo realizzato a Chicago, in cui l’artista rappresenta con sottile ironia, la drammaticità dell’uomo, che teso nello sforzo di superare i propri limiti si volge a domare la propria ombra, quasi fosse una maestosa fiera o esegue delle pericolose esercitazioni circensi su un cavallo a dondolo, mettendo a rischio quell’anima di bambino che ognuno di noi conserva gelosamente avvolta nel proprio bozzolo di adulto apparente?
Tutto ciò Nicoletta ama riproporre in dipinti nei quali colori prepotenti come oli e bitume vengono trattati alla stregua di delicati acquerelli.

Figure mitologiche, animali, uomini e donne colti in un attimo della loro drammatica esistenza, spesso delineati da un unico fuggevole segno, che emerge solo dopo l’attenta osservazione di chi, incuriosito, cerca di carpirne l’essenza rimanendone sovente ammaliato.

- Paola Cucchiarini


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