Nicoletta Braccioni • IT
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Per i mortali sei simbolo e segno
Del loro fato e della loro forza;
L’Uomo è in parte, come te, divino
- Byron

Faccio miei i versi di Byron tratti dal suo Prometheus per
descrivere l’intimo nucleo della poetica racchiusa nel lavoro di Nicoletta Braccioni. La sua opera scultorea esplora un particolare universo in cui il simbolico, il mitico,ed il fantastico si intrecciano per forgiare un particolare mondo poetico. Un mondo creato con la secolare e naturale tecnica della ceramica Raku, padroneggiata in maniera mirabile dall’autrice che modella i naturali elementi primari, ottenendo risultati di grande pregio formale.

La tradizione ed il mito, recuperati a nuova vita, non producono qualcosa di inattuale ma, inaspettatamente, rivestono di inediti riflessi poetici iconografie riposte nel nostro scrigno più intimo e segreto.
Preziosi smalti che hanno assorbito gli argentei riverberi di luminosità lunari si fanno epidermide per simbolici soggetti consegnati all’atemporalità.

Icaro, Dafne, Prometeo, Angeli ribelli, figure che incarnano la mutazione, nascono da una materia apparentemente informe. Quello che ad un primo sguardo sembra astratta manipolazione, per un particolare secondario in cui riconosciamo il suggerirsi di un volto, di un tratto anatomico, ci trasporta in un mondo incantato in perenne metamorfosi.

è come se la materia inerte tentasse, con sforzo e sofferenza, di mostrare un nucleo segreto capace di svelarsi solo a chi voglia superare lo schermo opaco della banale apparenza.

L’opera di Nicoletta Braccioni esprime il suo potente fascino nel dare scacco all’evidenza per far riaffiorare la magica suggestione di un mondo in cui il divino torna ad interrogare con rinnovata forza l’umano.

- Umberto Palestini


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